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Calcolatore del VC method

Una startup non ha storico, quindi non si valuta scontando i flussi di cassa. Il VC method parte dalla fine: quanto varrà l'azienda all'exit e quanto deve rendere ogni investimento. Da lì ricava la quota che ogni investitore chiede oggi, la valutazione implicita e il prezzo per azione, con tutti i round e le stock option che vuoi.

Exit
anni

Tra quanti anni da oggi avviene l'exit. Di solito tra 5 e 10.

%

Lascia 100% se il rendimento richiesto tiene già conto del rischio, come fanno quasi sempre i VC. Abbassala per ragionare sul valore atteso.

Round di investimento

Importo in milioni, anno da oggi (0 = oggi, l'inizio del terzo anno è 2) e rendimento annuo che chiede chi investe in quel round.

[[ roundName(i) ]]

Stock option
%

La quota dell'azienda che i manager devono poter avere all'exit con le stock option. Metti 0 se non ce ne sono.

anno

Anno in cui si creano le azioni per le stock option. Con gli anni all'exit (di default) diluiscono tutti alla fine; con 0 il pool nasce prima del primo round e lo pagano solo i fondatori.

Azioni e valuta
azioni

Le azioni che hanno oggi i fondatori. Serve solo per il numero di azioni nuove e il prezzo per azione.

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[[ t.metric ]] [[ roundName(e.round) ]]
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[[ t.cap_help ]]

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Come funziona

Il VC method guarda la startup con gli occhi dell'investitore. La domanda è: quanta equity devo cedere, e in cambio di quanti soldi? L'investitore non ragiona sul valore di oggi, che per una startup è quasi impossibile da stimare, ma su quanto varrà la sua quota il giorno in cui la vende. Quel valore deve ripagare il rendimento che chiede, alto perché molte delle startup in cui investe non arriveranno all'exit.

I passaggi

  1. Si stima il valore dell'azienda all'exit (V), di solito con un multiplo di aziende simili: utenti, ricavi o utili per un multiplo di mercato.
  2. Si capitalizza ogni investimento al rendimento richiesto per gli anni che mancano all'exit: è quanto deve valere la quota di quell'investitore il giorno dell'exit.
  3. Dividendo per il valore all'exit si ottiene la quota che l'investitore deve avere all'exit.
  4. Dopo di lui arriveranno altri round e le stock option, che lo diluiranno. La ritenzione è la parte di quota che gli resta: per avere la quota giusta all'exit deve comprarne di più oggi.
  5. Dalla quota si ricavano le azioni nuove da emettere, il prezzo per azione e le valutazioni pre-money e post-money.

FV = I · (1 + r)T − t

F = FV / (p · V)

R = 1 − s − Σ Fround successivi

d = F / R

nuove = d / (1 − d) · azioni_prima

prezzo = I / nuove    post-money = I / d

Stock option e round successivi

Per attirare buoni manager servono stock option, e quando vengono esercitate creano azioni nuove che diluiscono chi c'era prima. Lo stesso fa ogni round successivo. Il calcolo procede all'indietro: l'ultimo evento prima dell'exit non viene diluito da nessuno, quello prima solo dall'ultimo, e così via. Alla fine la torta all'exit è fatta così: la quota del management, quella di ogni round e il resto ai fondatori. Se il pool nasce prima di un round, quel round non lo paga: è il motivo per cui gli investitori chiedono spesso di crearlo nel pre-money.

Un esempio

Una startup social chiede 5 milioni di dollari oggi. Si stima che tra 5 anni avrà 6 milioni di utenti attivi, e le aziende simili valgono 20 dollari per utente: 120 milioni all'exit. Un VC che chiede il 50% annuo vuole che i suoi 5 milioni diventino 5 · 1,55 = 37,97 milioni, cioè il 31,6% dell'azienda. Su 1 milione di azioni dei fondatori sono 462.857 azioni nuove a 10,80 $ l'una. Al 30% basterebbe il 15,5%. Se il management deve arrivare al 15% e all'inizio del terzo anno servono altri 3 milioni al 30%, il primo VC deve chiedere il 39,8% e il secondo il 6,5%. Sono i valori di partenza della pagina: aggiungi un round da 3 milioni all'anno 2 al 30% per vederlo.

Qualche consiglio

  • I rendimenti richiesti sono alti di proposito: 50-70% nelle fasi seed, 40-60% per un primo round, 30-40% più avanti, 20-30% vicino all'exit. Il rendimento medio dei VC è molto più basso, perché il rischio di fallimento è già dentro quel numero.
  • Il valore all'exit è il dato che pesa di più e il più incerto. Prova un multiplo più basso: se il deal non sta più in piedi, sai dove sta il rischio.
  • Se usi la probabilità di successo, abbassa il rendimento richiesto: altrimenti conti il rischio due volte.
  • Il risultato è il punto di vista dell'investitore. Nella trattativa contano anche la dimensione del round, la quota che l'investitore vuole tenere all'ingresso (spesso 10-25%) e quella all'exit, sotto la quale l'operazione non gli interessa più.
  • Il modello assume azioni ordinarie: non considera liquidation preference, dividendi, conversioni diverse da 1 a 1 o investitori che rientrano pro-quota nei round successivi. I calcoli avvengono nel tuo browser.

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